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Vuldo "Biscottino" Pinklewhipper fu un pirata della Abisso, amico di Kiltus Fuinur, Pioniere della Loggia di Capo Ventura, Legato della Eurus Septima e infine traditore della Loggia.

Storia

Antefatto

La storia di Vuldo inizia ventidue anni fa, nei pressi di un sentiero polveroso, ricco di piccoli arbusti dalle particolari bacche color rosso lucente, ma altamente velenose. E’ una giornata torrida, il vento ha preso congedo, lasciando tutti ad immaginare un cartello con su scritto "Torno Subito", ben sapendo che si tratta di una menzogna.

Una fila di carovane, tutte particolarmente agghindate, sfreccia a pieni poteri sotto la furia dei suoi cavalli, mentre all’interno di queste casse traballanti, una madre, Scilla Radaghiris, sta partorendo il figlio di Melbo Pinklewhipper, Vuldo. La famiglia Pinklewhipper gestisce una compagnia di spettacoli itinerante, che si sposta di città in città, ovviamente questa è la copertura, in realtà si occupano principalmente di furti o ricatti; ma ultimamente gli affari non vanno un granché bene, e si trovano sul lastrico. La nascita di questo piccolo halfling avrebbe aggravato ancor di più la situazione di povertà, questo in una famiglia normale: per i Pinklewhipper si trattava di una benedizione, avrebbero venduto il piccolo, non appena "svezzato" a qualche schiavista che avrebbe consentito loro un bel periodo di vacanza. E così, Vuldo, a soli cinque anni viene venduto a Odo Palsner, un piccolo halfling ben noto alla famiglia Pinklewhipper per essere un abile ricettatore e spesso in contatto con la famiglia, tant’è che il piccolo Vuldo lo ha sempre chiamato "Zio Odo". Odo ha già l’acquirente pronto per il piccolo Vuldo. "Occhiodivetro", ovvero Manny Hoggers, proprietario di una delle più malfamate locande della città di Acquaspira. Questa città portuale, è sede di molti commerci, tra i quali molti illeciti o di malsana natura, ed in particolare il porto è frequentemente zona d’attracco della peggior specie degli individui: assassini, ladri, pirati e schiavisti. Inizia la sua vita da "cameriere" al servizio di "Occhiodivetro" ,un vecchio ciccione bastardo come pochi al mondo: li tratta male, li paga niente ed esige una perfezione che nemmeno s'addice a quel buco di fogna che è il suo locale. Anzi, probabilmente quella perfezione non sarebbe perfetta nemmeno se la mettessero in atto, si tratta solo di una scusa per bacchettarli di continuo ed umiliarli davanti a quella feccia che chiama "clienti". A parte questo lato rude e povero della sua vita, inizia ad appassionarsi al mare ed ai suoi racconti, mentre apprende storie e storielle dagli avventori, ogni tanto gli capita di poter osservare qualche noto capitano pirata, qualche leggenda in carne ed ossa, tutte informazioni e storie che vanno ad arricchire il suo taccuino durante le notti, dove scrive le sue impressioni, le storie, i codici e descrive l’aspetto dei pirati più importanti, tra cui:

Quest’uomo (era) è in possesso di un pappagallo parlante che si racconta conosca la via per un enorme tesoro, abbandonato su un’isola dal suo precedente padrone "Ex Capitan Jack Gomez detto Bolero Jack", rubato proprio da Vuldo. Si potrebbe subito pensare che lo abbia fatto per i tesori, in fondo fanno gola a molti e soprattutto ai poveracci come lui, oppure per fare un torto al famoso pirata in cambio di guadagno di fama, e anche questa potrebbe anche essere un opzione visto il carattere del piccolo halfling, ma la verità è che lo ha fatto per buon cuore: il pappagallo stesso, parlando col cameriere mentre il glorioso Capitano giaceva sbronzo sulla sedia, chiese a Vuldo di liberarlo, di rapirlo.

Per il Capitano si trattava solo di uno strumento per raggiungere i suoi scopi, dopodiché sarebbe servito ad adornare qualche piatto disgustoso preparato dal cuoco, e sicuramente Vaniglio, scaltro e con un innato desiderio di sopravvivere avrebbe tentato qualsiasi cosa pur di sfuggire al "pepato" destino, ripetendo più volte "Portami Via—Portami-Portami Viaa-a-a". Eccolo lì, il giovane Vuldo, che in un colpo solo, in una sola sera, sta per cambiare la sua vita per sempre. Corre giù al porto, lasciando il suo posto di lavoro, ben consapevole che più che dalla furia del Capitano al suo risveglio, avrebbe dovuto guardarsi più che altro da quella di Occhiodivetro. Finora Vaniglio si era limitato a massacrare il giovane halfling con un continuo "Biscottino—BiBiscottino-Biscottino" era evidente che volesse un biscottino quel viziato, chissà come lo aveva abituato il Capitano Palmer pur di ottenere quel che voleva. Mentre si trovava a quel banco, l’uomo, un brutto ceffo coi capelli unti gli chiese il nome per scriverlo sulla lista della ciurma. "Ah, s-si mi ch-chiamo.." disse agitato Vuldo, "BISCOTTINO" rispose prontamente Vaniglio da sotto la veste, l’uomo scrisse il nome tradendo un sorriso, e mentre il giovane protestava con un "aspettate" veniva sormontato dalla fila dietro di lui ed invitato a prendere i suoi indumenti e montare a bordo (lanciato lui sul ponte e dietro i vestiti, tra le risate di tutti i presenti). Salpato per luoghi ignoti, in mezzo ad una banda di disperati e criminali di ogni sorta, si ritrova subito ad affrontare quelle piccole cose che un non marinaio non conosce, come ad esempio il mal di mare ed il dover grattare il ponte con una spazzola, lucidando e pulendo mentre si viene sballottati dai flutti e si vomita per terra distruggendo tutto il lavoro fatto. Si presentarono sovente occasioni nel quale il nome fu chiesto al giovane halfling, ma la sua agitazione del momento aveva sempre concesso quel breve lasso di tempo da permettere al viziato Vaniglio di pronunciare "BISCOTTINO" fuorviando l'intera ciurma che lo soprannominava BISCOTTINO. Il capitano della nave, John Ferrell detto Manodiferro per i suoi modi rudi e la particolare furia con cui rilasciava le sue sberle d'acciaio a chi commetteva degli errori sulla sua nave, non godeva più della fiducia e della devozione della sua ciurma, a seguito di ordini folli dati in una serata di tempesta in cui l'intera nave aveva rischiato di affondare e Biscottino aveva risolto la situazione consigliando il capitano e successivamente ottenendo la promozione a vedetta di bordo. Ben presto avvenne, un ammutinamento in piena regola dove la ciurma convinse il giovane Vuldo a sfidare il capitano per ottenerne il titolo, ma in realtà fu tutto un complotto per liberarsi prima di Mano di Ferro e poi anche di lui.

Gettato in mare John Ferrell la ciurma elesse il suo capitano Vuldo Pinklewhipper. Il piccolo halfling vestiva ora una giubba bianca sotto ad un vestito di cuoio rosso dotato di un lungo mantello e di una spalla via rinforzata con un aggancio costruito per fissarci sopra Vaniglio, che non sembrava molto contento della cosa e spesso beccava duramente il cranio dell’hacking sotto al cappello a tesa larga nero. Il Capitano Biscottino aveva instaurato un rapporto basato sulla fiducia con la ciurma e questo gli ha consentito di rimanere a capo della nave per un po’ più di tempo di quanto la ciurma aveva previsto. Vuldo e la sua ciurma hanno avuto modo di conquistare qualche bottino notevole assaltando qualche mercantile e la fama si identificava con il nome della nave Abisso, contraddistinta da un pesce lanterna come polena, un pesce che si dicesse vedessero i malcapitati marinai sui fondali mentre morivano affogati. Nonostante le storie che si raccontavano ormai sul temibile capitano pirata Biscottino, sappiamo bene che in realtà sono storie distorte in quanto il soggetto possiede un cuore buono ed un’ingenuità notevole. E' strano come Vaniglio riesca sempre a spiazzare il giovane capitano nei momenti di più grande tensione richiedendo il suo biscottino o uscendosene con frasi inaspettate. A volte sembra quasi bullizzarlo sbraitando ordini in cagnesco sebbene sia un volatile, ma pur sempre dotato di un becco duro e un'attitudine degna del suo precedente proprietario: infatti Vaniglio ha ereditato quell’immagine passione per gli oggetti di valore, con cui ama circondarsi anche solo per dormirci sopra. Era infine arrivato il momento, secondo il quartiermastro Rupert Collins detto Boccamarcia per il pizzo del suo alito e la marcescenza dei suoi denti, di ammutinato, come premeditato, questo Capitano Biscottino, un fantoccio. Lo hanno gettato in mare senza troppi rimorsi, sebbene qualcuno si era abituato alla gentile e onerosa vita concessagli dall'halfling. Il Capitano Bocca Marcia ha riportato il terrore sulla nave, uno di quelli che non si era mai visti, pronto a schiacciare chiunque si opponesse.

In mezzo al mare l'Ex Capitano Biscottino aspettava che l'abisso se lo prendesse, quando un'apparizione, un'isola di cui raccontava qualche marinaio sopravvissuto considerato folle o bugiardo, era comparsa dal nulla offrendogli, dopo una stremante nuotata col pennuto che continuava a lamentarsi ed a beccarlo sul cappello, un rifugio ed una possibilità di salvezza. L'isola non era particolarmente ospitale, ma dopo qualche giornata portata avanti a noci di cocco e tentando di costruirsi un rifugio che non sarebbe andato bene nemmeno ad un Ogre burbero, la fortuna sembrava sorridergli: quell’isola sembrava infatti il luogo sicuro di una banda di pirati che nascondeva e commerciava del Rhum di qualità. Il Capitano Biscottino, o meglio ex capitano, si era ritrovato imbarcato come mozzo per pagarsi il passaggio alla città di Capo Ventura, dove la nave era diretta.

Capo Ventura

Arrivato a Capo Ventura prova sopravvivere cercando di sgraffignare monete qua e là ai nobili cittadini, ma viene catturato dall'allora capitano della guardia Josephine Syvis-Kennon. L'imminente bisogno di manodopera per liberare sua madre dagli eventi della Giostra di Platino coscrivono Biscottino in una delicata missione di recupero al termine della quale si riunisce al suo amico Kiltus.

Viene arruolato da quest'ultimo come Pioniere e membro della Eurus Septima, e prova a raccogliere informazioni su tesori e pirati in città trovandosi presto invischiato nella lotta per la successione al titolo di Flagello dei Mari iniziata dopo la cattura di Nero Gomez; l'halfling, complice dell'ignaro suo ex-capitano Manodiferro, organizza una riunione tra tutti i Grandi Pirati nel tentativo di assumere il titolo e con esso le ricchezze annesse. Il piano include la partecipazione di Kaleb Kron e il furto della Jocasta, ma questa prima parte del piano va male e porta all'uccisione del Capo Carpentiere della Loggia, Isaac Klinic.

Giunti al Bivio delle Correnti, si trovano circondati da tutti i Grandi Pirati e come un fiammifero in una polveriera ciò condurra agli eventi della Battaglia dei Grandi Pirati, dove troverà la morte insieme al suo compagno Kaleb.

Scheda

  • Scheda [D&D 3.5] [1]