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Samre è un villaggio incavato in un gigantesco albero sacro agli elfi, il Vhenadal (="albero del popolo" in elfico barushano) situato nella Foresta Yechilay; per millenni è stato l'ultimo baluardo degli elfi selvaggi contro i non-morti che abitano la foresta.

Descrizione

In un punto preciso sul sentiero attraverso la foresta sentite il capo dei selvaggi pronunciare una benedizione in elfico: "Fen'harel enaste"

La foresta si desta, la sentite mutare, contorcersi e sussurrare. Poi torna silenziosa. Qualche altro metro in avanti, e di fronte a voi si apre uno scorcio della base nascosta degli elfi ribelli dell'isola. Samre, il villaggio dei selvaggi, è situato all'interno di un immenso albero cavo sul quale è stata costruita un'intera cittadina. "Quello è il Vhenadal, l'albero sacro che ospita il nostro villaggio, Samre." indica Galifar, puntando verso la chioma. La foresta si fa meno fitta in prossimità dell'albero, dove il terreno paludoso è sormontato da passerelle di legno e occasionali palizzate sui lati dove la boscaglia manca di fare da scudo al villaggio; l'aria è molto umida, ma almeno ha smesso di piovere. Attorno a voi, elfi tatuati ovunque, la maggior parte dei quali non-combattenti, si soffermano a salutare Galifar curiosi di vedere chi ha portato con sé. Venite condotti sul lato nord della radura, dove si erge una grossa palizzata in legno con diverse decine di uomini a presidiarla; lì c'è una tenda di legna e fogliame, meta finale del vostro viaggio. La maggior parte delle sentinelle si allontana verso nord adesso, con solo quattro di esse rimaste a presidiare voi e la tenda.

La Eurus Septima attraversa la Foresta Yechilay verso Samre

Dopo la sconfitta di Uthen da parte della Eurus Septima, Galifar, supportato da Arsak e dai suoi cavalieri, lascia Samre e inizia la riconquista della foresta e la ricolonizzazione di Arlathan.

Il villaggio di Samre è anche patria delle Donne Cigno capitanate dall'elfa Ameria, un corpo scelto di druide cacciatrici di non-morti; l'origine dell'ordine risale ai tempi dell'Impero.