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"Come ai vecchi tempi sotto il capitano Kiltus, eh, Raftal? Io e te a combattere i cattivi a bordo di un brigantino."

Ofira Mensfield è una Pioniere della Loggia di Capo Ventura, ex-primo ufficiale della Bussola d'Argento e nemesi dei Mastini d'Avorio.

Descrizione

I lineamenti duri, la fronte un po' stempiata, le varie cicatrici e il portamento mascolino non fanno di Ofira quella che si direbbe una "bella ragazza". Omosessuale dichiarata, è una cliente abituale delle prostitute della Taverna del Cigno; per contro, si rifiuta categoricamente di intrattenere rapporti personali con coloro che frequenta, ritenendole "complicazioni non necessarie".

Antefatto

Trovatella di Mensfield, viene accolta in una casa comune di seguaci di Olidammara e trascorre lì buona parte della sua infanzia. Tra gli altri orfani lega moltissimo con Altea, un'altra Aasimar che considera a tutti gli effetti una sorella.

Come molti orfani, da piccola è impiegata come manovalanza nelle miniere cittadine; raggiunti i quindici anni parte verso Est, raggiungendo Capo Ventura. Viene addestrata all'arte della spada da Gordon Uriel e viene presa nell'equipaggio della Biancospino da Kiltus nel ruolo di nostromo. Qui impara le basi della navigazione e si specializza nel cercare ed eliminare obbiettivi singoli, trasformandosi nel braccio sinistro di Kiltlus. Diventa amica stretta di Raftal.

Irreperibile all'epoca della costruzione della Eurus Septima, viene lasciata a terra da Kiltus. E' una delle tre persone a cui ha consegnato un Medaglione del Cantore Fallito, utile per coprire la sua identità nella caccia ai Mastini.

Mastini d'Avorio

I Mastini tentano di catturarla all'inizio del 1492; Ofira non si dà per vinta e invece di nascondersi si trasforma da preda in cacciatrice. Abbandona Capo Ventura e si dà alla macchia assaltando e uccidendo personaggi chiave della gerarchia dei Mastini - tutto in solitudine, in primis per non mettere in pericolo coloro che stanno attorno a lei, in secundis perché il suo stile di vita è ormai quello di un lupo solitario.

Partecipa all'assalto contro la Biancospino nelle vesti di capitano della Cercascogli.

Dopo che i neo-Pionieri decidono di non consegnarle Seline, parte per il nord lasciando una lettera d'addio per Raftal.

Lettera d'addio di Ofira a Raftal

Ogni volta che torno a Capo Ventura me ne pento, eppure continuo a tornare. E' la maledizione di chi si sente a casa? Ma come potrò mai appartenere ad un posto sempre in balia di tradimenti e doppiogiochisti? Io non sono così. Il sangue che mi scorre nelle vene me lo impedisce.

La Loggia ha un avamposto a nord, nella capitale imperiale. I Mastini si finanziano per buona parte con la vendita di schiavi all'impero, perciò è lì che andrò, a sabotarli dove sono più deboli, nelle loro casse. Non mi sentirete per un po'.

Qualsiasi sia l'impresa che rincoorri, sappi che Kiltus sarebbe fiero di te. Sei l'unico tra tutti che è rimasto fedele alla Bussola d'Argento dopo la partenza della Eurus. Se avessi almeno la metà del tuo spirito, forse...

Infine un consiglio da amica: non sottovalutare i Mastini. Sono una gilda esattamente come noi, è vero, ma loro possiedono qualcosa che noi non abbiamo, la fede cieca in quello che fanno. Non sono solo bracconieri, sono cultisti.

Sta' attento. Omnia Fert Aetas
Ofira

Dati di Gioco


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