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"Consegnatemi il capitano, e vi garantirò una morte rapida e indolore."

Kilagas Fuinur è il primogenito di Kerberos Fuinur, ex-Pioniere e traditore della Loggia, capitano della Zephira Nihil, Arconte delle Ombre e nemico giurato della Eurus Septima nell'Oceano d'Oriente.

Descrizione

Alta circa un metro e ottanta, spalle larghe, abiti scuri. E' in piedi, immobile sotto l'albero di trinchetto. Nessuno l'ha vista arrivare, nessuno sa da quanto è lì. L'agitazione serpeggia tra tutti, con gemiti sommessi e sussurri si allontanano lentamente dalla creatura, terrorizzati. Kiltus continua ad avanzare, passo dopo passo, verso la figura. Con voce pacata ma decisa ordina a tutti: "State calmi. Non fate movimenti bruschi." Con un gesto del bastone, Tiberius evoca una raffica di vento improvvisa che dissipa la nebbia per alcuni secondi e...niente. Non c'è nessuno. Un'allucinazione? Uno spirito?
Dal primo incontro della Eurus Septima con la Zephira Nihil.

Kilagas è un ragazzo che dimostra all'incirca una trentina d'anni, con una profonda cicatrice in volto e capelli lisci tenuti insieme da una coda di cavallo. Il sangue Fuinur che gli scorre nelle vene gli ha trasmesso l'arroganza tipica della sua famiglia, insieme alla maestria assassina con le due spade corte. L'intelligenza fuori dal comune maturata in secoli di pirateria e criminalità organizzata viene meno quando si tratta della Loggia, manifestazione esemplare di ciò che ha costruito la sua stirpe, verso il quale prova una rabbia cieca.
Più volte ha dimostrato di anteporre l'odio e la vendetta al di sopra dei suoi piani a lungo termine così ben architettati, mettendo a repentaglio i suoi obbiettivi pur di sfogare il desiderio atavico di annientare la sua stessa stirpe, che ha radici ben antecedenti agli avvenimenti che portarono al suicidio di sua madre.

Storia

Antefatto

Secondo quanto scoperto da suo fratello Kilash nel tentativo di analizzare il tradimento della Zephira, Kilagas era in origine un bambino molto solare e socievole. Qualcosa scattò alla nascita dei suoi fratelli - forse un sentimento di gelosia nascosto nei confronti della madre - che lo portò a sfidare più volte l'autorità di Kerberos e a dimostrare a tutti di essere il migliore.

Questi screzi lo portarono ad abbandonare Capo Ventura e viaggiare nel Continente Occidentale alla ricerca di potere e fama che potessero attestare la sua superiorità e indipendenza, prendendo come termine di paragone l'Immortale di Capo Ventura. Poco è noto delle sue frequentazioni, anche se le voci che lo vedevano associato alla pirateria e a loschi figuri iniziarono a prendere piede già dopo pochi anni dalla sua partenza.

Nel 1412 incontra il mozzo Jack Gomez, un mozzo della ciurma del pirata Barbafuoco che aveva derubato il suo capitano di un artefatto di incredibile valore; Kilagas lo aiuta nell'ascesa al titolo di primo Flagello dei Mari restando nella sua ombra in cambio dell'oggetto in questione. Dopodiché raggiunge la città oscura di Saramar e stringe un patto con l'esarca Sebastian Kron - padre del futuro Kaleb - in cambio di una nuova nave forgiata dalla magia del sangue: la Jocasta. Per molti anni Kilagas fabbricherà la leggenda di Bolero Jack manipolando l'ignorante e mediocre pirata da dietro le quinte, e qunado nel 1445 avrà un figlio - Nero - da una prostituta del porto di Rouane ne attribuirà la paternità a Jack, considerandolo un inutile fardello.

Tredici anni più tardi sarà proprio Nero a spodestare Bolero Jack e a scacciare Kilagas dalla nave, diventandone il nuovo capitano.

"E' una mattinata soleggiata, e qualcuno urla: "Traditore! Sangue del mio sangue! Messo sull'asse da un ragazzino di tredici anni!" è un uomo il cui volto è ben noto, stampato sui volantini da ricercato appesi in ogni porto fino a qualche tempo fa: Bolero Jack.

E' un ammutinamento: l'intera ciurma del capitano Gomez è rivoltata contro di lui; un bambinetto con in testa un cappello tricorno guida il famigerato pirata sull'asse, spingendolo con uno stocco. "Niente di personale, mio caro. Sono solo affari." quel modo di parlare, così altezzoso e spregevole, lo sguardo beffardo che ha perfino nei confronti della morte; i capelli nerissimi e il volto squadrato. Potranno essere passati un bel po' di anni, ma non c'è dubbio che quello sia Nero Gomez! Altro che pirata integerrimo, Bolero Jack si sta letteralmente cagando in mano. Si inginocchia sull'asse di fronte al ragazzino e lo supplica quasi in lacrime: "Non uccidermi, ti prego! Ti comprerò tutte le spade di legno che vuoi! Vuoi guidare la nave? Te la lascio guidare! Ti ricordi com'era bello, quando da piccolo giocavamo insieme e-" Nero gli tira un calcio in faccia ben assestato, tanto da fargli perdere l'equilibrio e farlo finire in mare. Tutta la ciurma si esalta e grida al nuovo capitano Nero, che commenta: "L'unica volta che hai giocato con me, mi hai lanciato addosso a una maledetta guardia come diversivo per scappare!"

Nero lascia la balaustra di tribordo, chiamando a sé gli uomini e portandoli sul ponte del timone. Qualcuno li osserva dall'alto: l'ombra di un altro uomo dall'aria cupa, con un corvo sulla spalla e due else di spalle gemelle sulle spalle. "Ed ora che il burattino è caduto, è ora di pensare al burattinaio. Kilagas!" grida, salendo le scale. La ciurma si fa più nervosa, ma non smette di seguirlo. Giunto in cima, sguaina una sciabola e gliela punta contro. "Come nuovo capitano della Jocasta, ti sollevo dal tuo incarico di Primo Ufficiale. Hai servito bene, ma ora che mio padre è a farsi un bagno con le ostriche, non ti permetterò di manipolare anche me. I tuoi giorni su questa nave sono finiti!" il ragazzo ride. Anche se innaturalmente avvolto da un alone di oscurità parte dei suoi tratti del viso ricordano quelli di Kilash: si assomigliano davvero tanto! "Il piccolo Nero vuole sfidarmi? Ti ho addestrato troppo bene. Ma non stavolta, tappo." e in un turbinio di polvere il ragazzo scompare. La ciurma prende in braccio il piccolo Nero, inneggiando alla libertà e ad una nuova era a bordo della Jocasta."
Dai ricordi di Vaniglio, trasmessi sia a Vuldo che a Fortunale

Dopo l'ammutinamento comandato da Nero, Kilagas torna alla Loggia che nel frattempo sta per decretare coloro che guideranno la Quarta Spedizione. Certo di ottenere il ruolo di capitano inizia a radunare i Pionieri a lui fedeli, ma Kerberos decide invece di lasciarlo a terra nominando il paladino Edward Blake e l'evangelista Earnest Lancaster al suo posto. Si accende una dibattito intestino tra i sostenitori di Kilagas e i fedeli a suo padre, e nel pomeriggio del giorno della partenza della Maestrale le tensioni raggiungono il picco.

Il versamento di sangue viene evitato solo grazie al diretto intervento di Kerberos, che zittisce i suoi oppositori sguainando la Spada di Toro. La folla di disperde, e i più tenaci seguaci di Kilagas vengono immediatamente espulsi dalla Loggia, mentre altri abbandonano di propria volontà. Le acque sembrano placarsi.

La notte di quello stesso giorno il primogenito dei Fuinur ruba una delle due navi della Quarta Spedizione, la Zephira, uccidendo tutti i Pionieri a bordo e popolandola dei suoi fidati. Come monito, lascia Earnest 'Boccalarga' Lancaster appeso per un piede sulla cima del Torrione e parte in fretta e furia alla volta della Cintura d'Onice.

Questo atto lascerà un marchio indelebile sulla famiglia Fuinur, sulla Loggia e nell'interà città di Capo Ventura.

Oceano d'Oriente

Kilagas supererà la cascata grazie ai poteri latenti da Arconte delle Ombre, anche se in questa fase della sua vita non sa ancora nulla delle vicende che riguardano il Piano Onirico; tuttavia inizia a sospettare che qualcuno lo osservi nell'ombra.

Il quaderno di bordo della Zephira continua a funzionare per pochissimo tempo nell'Oceano d'Oriente, ma abbastanza perché alcuni dei collaboratori di Kilagas rimasti a terra lo informino della morte della madre e delle terrificanti conseguenze delle sue azioni. Devastato da questa notizia, cerca qualcuno da incolpare al di fuori di sé stesso e in questo momento così tragico si manifesta Bezaliel delle Ombre, che inizia a sussurrargli della leggenda di Umarth.

Le sue scorrerie nei mari orientali continuano a bordo della Zephira Nihil.

Megara

E' a Megara che Kilagas scopre l'intera verità sugli Arconti e gli Spiriti. Entrato nel Cuore dei Sogni ha una lunga conversazione con lo spirito Bezaliel, il quale lo inganna affermando che la distruzione del Velo libererà gli Spiriti dalla prigionia nel Piano Onirico e al contempo aprirà la porta a Kilagas per raggiungere l'Arconte della Realtà, constringendolo a riscrivere la storia. In tal modo ogni errore commesso da Kilagas sin dal principio verrà eliminato, incluso il suicidio di sua madre. Per questo motivo egli reputa insignificante ogni atto compiuto per raggiungere lo scopo, poiché crede che una volta raggiunto l'obbiettivo verrà tutto riscritto.

Distruggere il Velo richiede un potere immenso; Fen'Harel in passato usò l'artefatto dell'Arconte della Magia - la spada Umarth - ma questa venne rinchiusa su Feronia e richiede il potere di sei Arconti per essere sbloccata. La ricerca di altro equipaggio continua, ma Kilagas raduna solo la metà degli Arconti necessari.

Eurus Septima

Dopo lo scontro con la Eurus, Kilagas conserva su Feronia il corpo di Kiltus e le Dionisie, cercando di vincolare il loro potere al cadavere rianimato del fratello per ottenere il suo potere di Arconte, invano. Riesce tuttavia a scoprire che gli Aasimar di Degah Bur hanno quasi ultimato l'artefatto dell'Arconte delle Stelle, che potrebbe aprire uno spiraglio sul Piano Onirico. Decide perciò di cambiare strategia e attaccare direttamente l'isola, senza tuttavia sapere che la Eurus Septima lo sta aspettando lì.

Durante la battaglia decide di lasciare la Zephira a Xoranos e Garman insieme alla flotta di pirati per attaccare Daron come diversivo; lui, intanto, si dirige alla Collegiata di Kebri.

Arconte delle Ombre

Kilagas acquisisce i poteri di Arconte delle Ombre una volta entrato nell'Oceano d'Oriente, anche se aveva già attirato l'attenzione dello spirito Bezaliel prima ancora di attraversare la Cintura d'Onice. A causa del suo rimorso e dell'affetto che ancora prova per la sua defunta madre, Kilagas soffre di occasionale disallineamento con il suo Spirito, che placa usando il suo Vero Nome.

Poteri

  • Oscurità a volontà
  • Vista del diavolo passiva
  • Camminare nelle Ombre a volontà
  • Immunità allo Scrutamento fintanto che si trova in oscurità

Diario

#1

Otto giorni dalla Cintura d’Onice. Le mie azioni hanno avuto conseguenze indicibili. La Zephira procede. I sogni non accennano a smettere. Vogliono dirmi qualcosa? Cosa? Perché è così buio? Perché mi sento così…forte?

#2

Isola di Dinsoor. Incontrato artigiano che scolpisce le navi che vede. Minacciato di morte se scolpirà la Zephira. Hakaba è una città destinata a cadere. I miei uomini iniziano a fare domande. Non capiscono la mia grandezza. La mia sete di vendetta.

#3

Isola di Enwari. Gli Illuminati si sono dimostrati deboli ed ingenui. La Polvere Nera farà diventare la Zephira più potente di quanto sia mai stata. Devo cercare incantatori che possano decifrare gli scritti e preparare gli incantesimi che ho rubato.

#4

I sogni continuano. Ho visto nello specchio, sono io, nella mia vita passata, insieme alla mia famiglia. Keberos. Loro sono maledetti come me. Ce ne sono altri, qui nell’Oriente. Marchiati dal destino. Potenti. Fedeli ad un solo ideale, il loro. Liberi da ogni cosa. Loro, noi, io…siamo chiavi. Ma dov’è quel meraviglioso scrigno? Posso davvero riscrivere il mio destino?

#5

La Maestrale è stata annientata. Nessuna compassione. I miei uomini vacillano.

#6

Isola di Walico. I necromanti hanno decifrato i progetti e fatto rinascere la Zephira. Sangue è stato versato, ma la nave non ha più bisogno di deboli uomini dall’animo incerta. Gli Illuminati conservano conoscenza da secoli, e parlano di Arconti e dei loro mistici poteri. Parlano di sogni. La via che seguo è quindi quella per l’Arcontato?

#7

Seguo la Tramontana da settimane. Il mio destino deve compiersi. I sogni mi sussurrano che d’ombra è la mia anima. Quindi è questo, che sono: l’Emissario delle Ombre. La mezzaluna di Hemwitch sarà la tomba di Kilian, oggi.

#8

Comprendo di aver camminato nell’ombra per tutta la vita, ma ora, ora riesco a comprendere. Io sono Ombra. Echi di passati a me familiari si protendono dalle rovine dell’isola. Le ombre che le sorvegliano mi parlano: gli Arconti sono emissari di un potere divino proveniente dal reame delle Ombre. Gli Spiriti una volta camminavano sul mondo senza aver bisogno degli Arconti. Sono stati imprigionati con l’inganno. Ma da chi?

#9

Tra i pirati ho visto volti benedetti dall’ignoranza e dall’impotenza. Io possiedo la verità. Immortale onere di un immortale eroe liberatore. Chi ha deciso il nostro destino? Un richiamo lontano mi sovviene da sud. L’isola mi chiama col suo nome: Amgarra.

#10

L’Arconte del Terrore venne rinchiuso qui molto tempo fa. Mi ha parlato del Cuore dei Sogni, un posto dove potremmo entrambi trovare risposte. Ho navigato da solo per anni. Ora ho trovato un timoniere.

#11

Le spedizioni sono continuate, anche dopo mia sorella. Kerberos non ha smesso di cercarmi. Mi vuole morto. Ora capisco. La mia vendetta non è mai stata contro di lui. La mia vendetta è contro chi ha provato a prendere il mio destino e strapparlo dalle mie mani. Non è stata colpa mia. Niente di tutto questo è stata colpa mia. Non ho ucciso mia madre. Lui ha fatto sì che accadesse. Anche Kerberos è infine una pedina. Ma Xoranos, come me, come ogni altro Arconte, comprende che il potere la conduce verso l’alto, alla ricerca del Creatore. Probabilmente alcuni vogliono solo porgli delle domande. Io pretendo delle risposte. Oggi la Zacinta Sexta può vivere, ma non per pietà.

#12

Megara non era la destinazione: ma me l’ha mostrata. L’Arconte degli Oceani è stato liberato, la Zephira ora non ha più nulla da temere. I Furia Buia nascondono l’arma del suo figlio prediletto, ma per quanto ancora? Se troverò Sventura, troverò lui. Il Creatore è stato arrogante. Ha sottovalutato la mia determinazione. Credeva che fosse un’impresa troppo ardua per qualunque mortale. Ma è dopo una vita ad inseguire la vendetta, so che non si tratta più di quella. È giustizia, perseguita con ogni mezzo necessario. È senso di responsabilità. Il mondo merita libertà. Gli Spiriti meritano libertà. Non abbiamo bisogno di un carceriere. Il Destino è nostro, di nessun altro. Tra poco potrò riscriverlo.

#13

La malattia avanza. Garman parla di disallineamento dei miei chakra rispetto allo zenith. Ombra è inquieto. Qualcosa mi impedisce di diventare tutt’uno con lui. Devo sopravvivere abbastanza. Questa è una punizione divina, lui vuole indebolirmi perché sa che sto per arrivare a lui. Mi teme. Vigliacco. Non sa che l’odio che provo mi rende immortale.

#14

Feronia. È lì che sei. Lo so che mi senti. Lo so che puoi leggere queste righe. Tu sai che lo scontro è prossimo. Sono a un passo dal raggiungerti. Dimmi, non temi nulla, tu che sei l’Emissario della Realtà?

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