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"Fen'Harel enaste, shem'len."

Galifar è il leader degli elfi selvaggi di Samre, attualmente quadriumviro di Barusha e discendente di Fen'Harel.

Descrizione

La ben celata illusione che tutti gli elfi di Barusha siano in qualche modo giovani e belli viene tradita dalle vesti tanto maestose quanto antiche di Galifar. I panni scuri ricamati di tele vermiglie ricalcano i motivi delle venature delle foglie di platano; il vestito consiste in un'unica lunga tunica nera dalle pieghe asimmetriche ma stranamente piacevoli, tenute su alla vita, sui gomiti e sulle ginocchia da cinturini di pelle di serpente. Ai piedi un paio di sandali rustici mentre le mani sono coperte da guanti che lasciano scoperti soltanto i polpastrelli.I Vallaslin, i tatuaggi facciali tipici degli elfi di quest'isola, sono molto più marcati di quelli che siete abituati a vedere e nascondono a stento un velo di sporcizia sul volto. Se Arsak odorava di letame di cavallo, Galifar sembra usare troppo poco l'acqua dei fiumi per ripulirsi della patina di humus che lo circonda."Mythal'enaste, shem'len. Ma serranas ma las'hanin var vhen. Dirth'era ar tan dar tel'din hellathen." le parole escono dalla sua bocca come una poesia che si perde nell'aria. La sua voce è eterea, sottile. Mentre vi parla vi guarda negli occhi, vi scruta e non dimostra nemmeno un guizzo di timore nello stare al cospetto di tre Arconti.[...]"Sogni mutevoli, sogni volubili e balordi. L'Oblio è irrequieto, come una lira le cui corde sono state pizzicate con troppa foga. L'Arconte delle Ombre cresce più potente ogni giorno, e anche se non conosco il suo scopo, so che dev'essere fermato con qualsiasi mezzo." Galifar sfida Fortunale con uno sguardo "Darò agli elfi un nemico comune, instillerò il terrore delle Ombre nei loro cuori durante il sonno, lo stesso terrore che aleggia nei cuori della vostra ciurma." non è forse manipolazione, questa? Ma cosa non farebbe Galifar pur di fermare Kilagas? Come anche l'altro defunto oniromante, prende molto sul serio la minaccia della Zephira all'intero mondo. "Allora mi seguiranno. Poi prenderò l'argento di Lalibela con l'autorità indiscussa che mi sarà concessa da quel cuore, e restaturerò l'impero Yechilay. Lì non ci sarà spazio per quella parvenza di libertà che i costieri chiamano democrazia. Non abbiamo tempo per discutere con ricchi e grassi nobiluomini preoccupati solo di quanta carne c'è nei loro piatti. La guerra, la vera guerra, incombe." - Galifar ai Trattati di Molo Zefiro

Galifar trasformato in Fey'ri

Galifar è uno degli ultimi Somniari, maghi capaci di viaggiare nel mondo onirico e conoscerne i segreti. Pragmatico e spietato, è un fervente sostenitore della restaurazione dell'Impero Yechilay e nemico giurato degli elfi costieri.Galifar è un maestro molto esigente. Provi talvolta lo stesso impulso di rompergli un vaso in testa che avevi con Tiberius - pace all'anima sua - anche se il capovillaggio è meno pacato del vostro ex-incantatore, tanto che perde spesso la pazienza con i suoi subordinati; ciò nonostante, conoscedolo meglio, ti accorgi dei piccoli gesti quotidiani che dedica al suo popolo, una forma sincera di affetto per ognuno di loro.

[...]Alcune notti Galifar ti raggiunge nei sogni di luoghi lontani, casa tua. Passeggiate per i giardini di Chateux-Blanc, vi raccontate storie delle vostre vite altrove.
Sandrine impara i segreti elfici da Galifar

Al contrario di Fen'Harel, Galifar non crede che gli Spiriti debbano essere sigillati, ma che al contrario gli Arconti debbano adempiere al loro destino e plasmare questo mondo come meglio credono; tuttavia non esita a proteggere la propria gente dalla minaccia della Zephira con ogni mezzo, proponendo misure drastiche alla Eurus durante Trattati di Molo Zefiro.

Antefatto

Nasce a Samre e perde i genitori a causa dei non-morti che abitano la foresta; lui e suo fratello Ardager crescono diamentralmente opposti, e gli attriti culminano nell'esilio inferto al monaco di Selam quando Galifar diventa capovillaggio. Il suo governo permette agli elfi selvaggi di sopravvivere grazie alla sussistenza e agli attacchi alle carovane sulle strade che portano a Lalibela.

Eurus Septima

La presenza di tre nuovi Arconti sull'isola viene percepita la notte stessa del loro arrivo; Galifar li tiene d'occhio e incontra la ciurma della Speranza mentre si aggira nella foresta Yechilay. Dopo aver mostrato loro la maledizione li intima a raggiungere Arlathan e sconfiggere il fantasma di Uthen. A missione riuscita, Samre è stata abbandonata per portare gli ultimi elfi selvaggi nelle rovine della capitale liberata, aiutati dai cavalieri di Fort Adigrat al servizio di Arsak Yedilov.

Quando Kara Yedilov scopre del cuore del Cornotonante di Barusha, Galifar incarica quattro adepti di trovarlo prima degli altri mercenari. La Eurus si scontra con questi ultimi ma ne risparmia due; Galifar è loro riconoscente della pietà dimostrata.

Successivamente partecipa ai trattati di Molo Zefiro, e viene nominato quadriumviro insieme ad Arsak, Kara e Tamara.

Partenza della Eurus Septima

Galifar rifonda Arlathan e continua a combattere i non-morti, riacquistando terreni per la sua gente e guidando i preparativi per lo scontro con la Zephira Nihil.