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Daron è la capitale dell'isola di Degah Bur.

Descrizione

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Daron è l'esempio ideale di cosa accadrebbe se un popolo qualunque - gli Aasimar si prestano bene per via del loro sangue celestiale - decidesse di mettere da parte l'orgoglio e la competizione e iniziasse ad agire per il bene comune. L'esperimento sociale è impossibile da ripetere nell'Occidente, un continente troppo caotico ed eterogeneo; ma qui, isolati da ogni altra razza complessa, ha funzionato.
Sandrine Alamaire passeggia per Daron

Porto

Due luci abbaglianti a trentacinque metri d'altezza indicano la posizione della città già chilometri e chilometri prima che vi accorgiate dei suoi contorni. "I Gemelli di Daron" li chiama Reginald "I Fari che tengono lontane le bestie che abitano il Golfo e indicano la via sicura alle navi. Si dice furono costruiti dagli ultimi Giganti che abitavano l'isola." Vicini abbastanza da vederne i contorni, la città è protetta da una flotta pari a quella vagante incontrata presso Renda. Sono più di un centinaio di velieri di stazza impressionante, ancorati a gruppetti a un centinaio di metri dai moli, dove si scende soltanto tramite le scialuppe.
La Eurus approda a Daron

Strade

Anche se è notte e state passando dalle strade secondarie della città, non potete non vedere gli scorci in cui vi imbattete agli incroci, o tra gli archi dei portici delle case a più piani. Daron è un vero gioiello architettonico, che sembra essere stata costruita su Bytopia o Celestia e poi gentilmente trasportata nell'Oceano d'Oriente da un qualche dio generoso. Superato il porto le strade sono quasi deserte, ed è strano che non ci siano i soliti odori cittadini: i secchi di urina e feci svuotati ai lati delle strade, i cavalli che trainano le carrozze e  i carretti, le carcasse di gatti investiti nei vicoli, o i rimasugli di resti di cibo andati a male...la capitale di Degah Bur è immune al degrado urbano, ed anzi, profuma dei fiori e degli alberi incastrati alla perfezione nel tessuto cittadino. Svoltate più volte a destra e poi a sinistra, rischiando di perdere l'orientamento. Vi ritrovate a camminare per un breve tratto sopra gli argini del fiume Arkantos, e voltandovi indietro rivedete il porto; Reginald non si ferma, e si reimmette in una strada che dà verso l'interno...e voi con lui.
I Legati della Eurus camminano di notte per Daron

Agorà

La città di Daron è piuttosto estesa; ve ne rendete conto quando vi tocca passeggiare da casa di Reginald fino al centro città, e vi sembra quasi che senza le viuzze e le scorciatoie della vostra guida le distanze si siano allungate come per magia.

L'Agorà della città è il posto più vivo e pulsante che avete visto finora sull'isola. La statua di bronzo di un eroico Edward Blake che affronta le creature del male occupa il centro esatto del terrazzo centrale, sotto la quale si svolgono diverse attività comuni...tra le quali i preparativi per il pranzo di oggi, operati dalla kolon dei Contadini.

Nessuno cucina. Sembra strano dirlo, ma la verità è che i Contadini usano alcuni rituali della magia di Trasmutazione per trasformare le materie prime in cibo già finito. Non ci sono calderoni, né legna da ardere, né mestoli sporchi. Il grano, gli ortaggi e le spezie si uniscono magicamente e puf, ecco un piatto pronto.

Ma anche se efficiente, la magia non crea capolavori. All'ora di pranzo, e vi ritrovate tutti insieme. Alcuni tra gli abitanti dell'isola usano la magia di evocazione e trasmutazione per evocare tavoli, seggiole, panche e quant'altro, e come una macchina perfetta le ciotole e i bicchieri vengono riempiti quasi all'unisono.
I Legati della Eurus partecipano alla prima mensa comune a Daron

Tempio della Sapienza

Vi presentate appena potete nel maestoso, labirintico edificio al centro di Daron, dal quale entrano ed escono un numero considerevole di persone. Scoprite presto che la gente che necessita consigli o ha necessità di risolvere problemi di varia natura (anche quei pochi di natura sociale) si affida alla saggezza e alla conoscenza dei Saggi.

Reginald è sull'ingresso, vestito di raso nero lucidissimo. Scruta l'orizzonte e sorride quando entrate nel suo campo visivo.

"Questo edificio è pieno di sorprese. Il capitano Blake calpestò questi marmi tre lustri fa, proprio come state facendo voi adesso. I Saggi parlarono con lui e accolsero le sue richieste." Reginald pare sottintendere una domanda quiescente: faranno lo stesso anche con voi? E intanto vi accompagna passo dopo passo, scalino dopo scalino, arcata dopo arcata attraverso le larghe stanze rettangolari che costituiscono la costruzione. Vi rendete conto dopo dieci minuti circa che è fisicamente impossibile che l'interno del palazzo sia così ampio. Una sola risposta: magia spaziale. Siete all'interno di una Borsa Conservante più grande del normale...ma non è la prima volta che vedete un palazzo del genere.

Dopo un certo numero di svolte, smettete di incontrare gente; dovete aprire una porta più imponente delle altre che cela una stanza dai motivi più antichi e dai colori diversi: ottone, oro e giada, diversi dal candore del resto della costruzione.

Vi sembra siate entrati in un edificio a parte; l'aria è più densa di salsedine, e sentite in sottofondo le onde del mare.

Attorno al centro esatto della sala, dove si erge solitario un tavolo di pietra levigata, sei statue granitiche di Aasimar alte circa sei-sette metri, e sotto di esse il basamento iscritto in lingua sconosciuta.
I Legati della Eurus vengono convocati dai Saggi nel Tempio della Sapienza