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"Ti voglio bene, papà."

Alexander Gillian fu un sottoufficiale del pirata Barbafuoco.

Descrizione

La storia di Alexander è piuttosto comune per i primi decadi della sua vita, in linea con il figlio d'un alto borghese che cerca di seguire le orme del padre notaio. La madre è morta di parto, e a casa non se ne parla mai.

La sua vita viene sconvolta quando inizia a capire che le sue predisposizioni sentimentali non coincidono con quelle che suo padre si aspetterebbe - e che reputerebbe "normali": ad Alexander piacciono gli uomini.

Dopo una violenta lite, il ragazzo lascia Capo Ventura e si arruola nella prima ciurma che trova, quella del pirata Barbafuoco; un po' per ripicca, un po' per rivalsa, l'idea di fuggire si trasforma in ambizione e il mozzo diventa sottoufficiale della Scuotifiamme; tra i pirati nessuno fa troppe domande e molti possiedono "deviazioni ben peggiori della sua", per usare le parole del suo diretto superiore. Alexander, tra i pirati, si sente libero.

Sventuratamente presta servizio sulla nave anche durante i tragici eventi della Battaglia dei Grandi Pirati. Muore affogato, mentre la Scuotifiamme affonda negli abissi.

Diario di Alexander

Il diario è stato ricoperto con unguento di olio di balena ed è perciò sopravvissuto - almeno in parte - agli anni trascorsi sott'acqua.

Ciao papà, come stai? Spero bene. Non so se mai riceverai questo diario, ma ti pensavo e non sapevo cos'altro fare.

Ieri notte ho sognato di quando mi hai portato alla Giostra di Platino. Lo ricordi anche tu? Era un giorno nuvoloso, e non vedevo l'ora che si mettesse a piovere così potevo sporcarmi gli stivali nuovi nel fango. Lo avresti odiato, lo sapevo, ma lo trovavo così divertente!

Ricordi la giostra? Io no. Guardavo da tutt'altra parte, sugli spalti del governatore, ai bellissimi vestiti bianchi delle figlie dei Syvis che sembravano confezionati cucendo ad uno ad uno petali di giglio. Le invidiavo moltissimo. Ti ho chiesto se me ne potevi comprare uno, e mi hai risposto di no.

Non siamo più andati alla Giostra, dopo quell'anno.

So che ci siamo detti molte cose, ma avrei comunque voluto continuare ad andarci, con te. Vorrei andarci anche oggi, anche ora! Spero che tu capisca che non sono come te e non lo sarò mai, e ti prego di perdonarmi per questo.

Barbafuoco dice che non c'è nulla da farsi perdonare, ma cos'altro è questo senso di colpa, altrimenti? Sono un errore a cui non posso rimediare. Però ho fatto altre cose mentre ero via, cose altrettanto poco onorevoli ma fruttuose: vorrei farti ricevere ciò che ho guadagnato in questi anni, per ripagarti della tua pazienza. Spero sarà abbastanza da cancellare la vergogna di avere un figlio come me.

Ti voglio bene papà.


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